Ora pro nobis

SILVIA ADELAIDE ovvero MARIA MADDALENA

Sarà perché, quando era malata e guarì, dal suo corpo uscirono 7 diavoli, sarà perché il Salvatore l’amava più delle altre donne, fatto sta che Maria Maddalena è una santa che non passa certo inosservata. E non importa che molti non la vedano di buon occhio perché la considerano un’adultera. Non importa che nella commedia ORA PRO NOBIS arrivi in scena per seconda, dopo Sant’Agnese, perché lei sarà sempre la prima, la più “umana”, la prediletta da tutti. Come dice, nell’intervista qui sotto, Silvia Adelaide, l’attrice che veste i panni di Maria Maddalena nella commedia di Paolo Pietroni, diretta da Elisabetta Vicenzi (al Teatro Filodrammatici di Milano il 20-21-22 aprile – serate esclusivamente a inviti – per prenotare il tuo invito, manda una e-mail a info@teatrotango.it scrivendo il tuo nome, la data prescelta, il numero dei posti, 1 oppure 2).

Silvia, tu che conosci molto bene Maria Maddalena, svelaci qual è il suo aspetto più umano.
Sostenere che la conosco molto bene è un po’ azzardato (ride) ma, è vero, si può dire che tra me e lei ci sia un rapporto confidenziale… Maria Maddalena è stata la persona più vicina a Gesù, ha provato molto dolore ed è stata additata come prostituta. Questa grande sofferenza, secondo me, la fa essere molto umana, insieme all’estrema dolcezza di fondo che è in lei.

C’è un aspetto di Maria Maddalena che ti fa sentire molto vicina a lei?
La voglia di fare qualcosa di buono, di aiutare le persone. La dedizione agli altri, insomma, indipendentemente dai difetti che possiamo avere e dalla stima che gli altri nutrono per noi.

Hai qualche rapporto con i santi nella tua vita reale?
Non ho un rapporto diretto con loro, anche se credo che ci sia qualcosa o qualcuno intorno a noi che, in caso di bisogno, ci dà una mano. Chiamiamolo pure “forma di energia”, “Dio” o “schiera di santi”, ma sono sicura al 100 per cento che esista. Molte volte mi capitano cose che è impossibile spiegare e, così, mi dico sempre: “Silvia, lascia fare all’Universo”.

Ti risulterà impossibile spiegare anche come mai la tua carriera di cantante (guardate il video qui sotto, ndr) abbia preso il volo proprio in questo periodo. Sono sicura che c’è un santo nel tuo cuore, a cui hai fatto appello e che ha esaudito questo desiderio “canoro”…
Sì, è vero, è l’arcangelo Michele. E’ un arcangelo molto veloce. Dicono che, se tu lo chiami, risolve i problemi molto rapidamente. Quindi, te lo consiglio! Effettivamente, quando lo interpello, mi dà sempre una mano… oppure mi do una mano da sola e penso che sia lui il vero responsabile: tutto è soggettivo!

L’arcangelo Michele “colui che combatte e sconfigge Satana”, be’ ti accontenti di poco! Se potessi rubare un potere ai santi, quale prenderesti?
Il potere di essere in più posti, senza dover per forza andarci in aereo, auto o tram – trovando magari una macchina parcheggiata in mezzo ai binari, come è successo a me oggi! Ruberei la loro “leggerezza”, insomma.

Qual è il santo più simpatico della commedia?
San Bartolomeo, perché con il gioco riesce ad arrivare al cuore di Paolino. Se lo coccola, ci gioca. Con una giocosità disinteressata riesce a tenerselo stretto. E’ simpatico… ma anche furbo!

E il più antipatico?
San Giovanni Damasceno, perché è un po’ più freddo, un po’ più… non dico “arrogante” ma più cinico sì. Lui è il santo meno delicato nei confronti di Paolino. Però, a sua discolpa si può dire che noi santi le proviamo tutte pur di raggiungere il nostro obiettivo, pur di ritrovare Michele, l’amico scomparso di Paolino, e di vincere la scommessa.

Indipendentemente dall’identità del santo o santa che vincerà la scommessa, tu su chi punteresti?
Che domande! Punterei su me stessa, perché la Maddalena è colei che riesce a identificare i peccatori, quindi ha molto più occhio degli altri, lo dice anche l’autore (Paolo Pietroni, ndr)!

La commedia ORA PRO NOBIS racconta la grande amicizia tra Paolino e Michele. Che cosa accomuna, secondo te, santi e amici?
Il mistero di riuscire a esserci e nello stesso tempo a non esserci. I santi e gli amici li vedi e non li vedi, ma ci sono. Ci sono sempre, anche quando fisicamente non ci sono. Ho degli amici che magari non incontro o sento ogni giorno ma solo una volta all’anno, eppure so che quando ho bisogno alzo il telefono e loro ci sono sempre per me.

Come ti sei preparata a interpretare il ruolo di santa? Sei diventata più buona in questo periodo?
Se divento ancora più buona di quello che sono, sarò presto lo zimbello di tutti! Mi è successo, invece, il contrario: in questo periodo sono diventata più severa nei confronti di me stessa e mi sono data regole ferree anche nei rapporti con le persone. Perché spesso chi accetta tutto, chi vuol essere accomodante, viene travisato. Per interpretare la parte di santa sono partita dal fatto che c’è energia che ci gira attorno, quindi in ognuno di noi c’è sempre qualcosa di santo, di misterioso. Allora, sono andata alla ricerca dei miei lati più misteriosi e sensibili.

Buzzati ha scritto un racconto, in cui i santi vivono in casette davanti all’oceano. Se oggi qualcuno arrivasse qui e ti dicesse che stanno costruendo una casetta per te, come la vorresti?
Isolata, anzi isolatissima. Se io fossi santa e potessi decidere di costruire una casetta dove mi pare, sarebbe in un posto in cui non può raggiungermi nessuno, nemmeno i miei colleghi santi. che, come ben sai, possono fare capolino in qualunque luogo e in qualunque momento. La mia casetta sarebbe abbastanza grande, con vetrate grandissime che danno sul mare e… una jacuzzi in salotto. Perché i santi fanno del bene e devono fare del bene anche a se stessi, no?

Obiettivo condiviso da La Misa Tango di Bacalov, musica divina che accompagna tutta la commedia e che fa star bene i santi e tutti gli uomini della Terra:

Ricorda di prenotare il tuo invito inviando una mail a info@teatrotango.it scrivendo il tuo nome, la data che hai scelto, il numero di posti che desideri prenotare.

—————– Testo e intervista di Marianna Sax, 28 Marzo 2017 —————–

 

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