Un amore

INNAMORATO DI UNA DONNA DI FIORI

Sul palco del Teatro Filodrammatici di Milano, lo vedrete amare perdutamente la donna sbagliata che ricama bugie come fossero l’unica verità al mondo. In UN AMORE – commedia di Paolo Pietroni e Lorenzo Viganò, tratta dal romanzo di Dino Buzzati, regia di Elisabetta Vicenzi – lo vedrete lottare contro i mulini a vento che ballano il tango, spinti dal suo alter ego, Pablo, che è tutto ciò che lui vorrebbe essere. Nelle serate del 16, 17 e 18 giugno 2016, lo vedrete anche scoprire tutti i segreti che vivono nascosti nei suoi armadi e in quelli altrui. Lui è l’architetto Antonio Dorigo, “un borghese nel pieno della vita, intelligente, corrotto, ricco e fortunato” e innamorato ossessivamente di una ballerina della Scala (nel romanzo. di una ballerina di tango nella commedia) che fa la prostituta.

Piccola parentesi: anche Buzzati perse la testa per una ballerina della Scala (lo confessò, tempo fa, in un’intervista la moglie Almerina, senza svelarne il nome), che oggi è sepolta al cimitero Monumentale e ha una figlia che vive a Torino, della quale per molto tempo lo scrittore pensò di essere il padre. Anche Mauro Negri (sopra, nella foto di F. Tartara), l’attore che interpreta Dorigo, si è innamorato di una donna di fiori che, come dice Ermelina, “porta rose, spine e dolori”… (altri suoi “segreti chiusi nell’armadio” nell’intervista qui sotto).

L'attore Mauro Negri - Foto di D. Klemens.

L’attore Mauro Negri – Foto di D. Klemens.


Che rapporto ha Dorigo con le donne?
Un rapporto difficile e complesso. Dorigo è un tipo introverso, una persona che nella vita ha un certo successo. Frequenta ambienti culturalmente elevati, è un architetto e quindi lavora nel campo dell’arte, sa molto di libri e di musica, assimila cose che alla fine degli Anni 50 non erano per tutti. A fare da contraltare a questa apertura culturale, professionale, lavorativa, c’è però una chiusura che riguarda i rapporti privati: non tanto con gli amici, i colleghi o le persone che appartengono al suo rango, quanto con le donne. Quindi, l’unica possibilità di relazionarsi con il gentil sesso è, secondo lui, la casa d’appuntamento, dove la sua introversione ha modo di liberarsi. Quando conosce Laide, però, tutto si complica…

Che cosa è Laide per lui?
È una dipendenza. Ed è più di un amore. Laide gli fa vedere tutti i problemi che lui ha assimilato nel tempo e non ha risolto. E questi “nodi” lei non li scioglie affatto, anzi li stringe ulteriormente. Dorigo non è certo uno stinco di santo, quindi alla fine non la tratta come la regina della sua vita, tutt’altro, la prende per quello che è: una prostituta. Per cui ne esce doppiamente sconfitto: è probabilmente l’unico amore che ha vissuto e che vivrà, ma non avrà il coraggio di viverlo fino in fondo.

Grande responsabilità calarsi nei panni di Dorigo, e quindi in quelli di Buzzati. Che tipo di lavoro hai fatto?
Più che su Buzzati mi sto concentrando sulla sua fisicità, sto cercando di immaginarmelo con i suoi abiti, non cerco di replicarlo perché altrimenti dovrei farne un’imitazione, sto immedesimandomi nell’epoca, nella potenza delle 50.000 lire, in un uomo che fa parte di un gruppo di privilegiati per l’epoca.

Che cosa ti rende simile a Dorigo?
La non espansività, sicuramente. Nella riservatezza gli sono sicuramente molto vicino.

Che cosa ti ha creato, invece, delle difficoltà nel processo di identificazione con il tuo personaggio?
Primo, l’avere a che fare in modo naturale con la prostituzione. Una volta era molto più semplice, la casa di appuntamenti era una tappa quasi obbligata per gli uomini. Io, che non mi sono mai confrontato direttamente con questa realtà, nel calarmi in Dorigo posso contare solo sull’aiuto delle immagini legate al cinema e alla letteratura. Poi, occorre dire che in Italia la situazione è sempre stata differente rispetto ad altri Paesi, dove scrittori, come Bukowski o Baudelaire, avevano un altro tipo di approccio, perché erano più aperti a vivere tutte le esperienze. Secondo, il dualismo del successo nella vita pubblica e della riservatezza nella vita privata, riservatezza che in qualche modo si libera anche con una certa violenza quando Dorigo entra in un mondo in cui si paga e, quindi, si pretende.

Laide (Silvia Adelaide) e Dorigo (Mauro Negri) durante le prove di UN AMORE.

Laide (Silvia Adelaide) e Dorigo (Mauro Negri) durante le prove di UN AMORE.


Dorigo è “abitudinario, conservatore, visceralmente pessimista”. Sei abitudinario?
Vado a segmenti, sono un abitudinario a puntate. Per dei periodi faccio delle cose e faccio sempre quelle, poi inizio a farne di completamente diverse e faccio sempre quelle. E così via…

Sei conservatore?
No, assolutamente.

Visceralmente pessimista?
Un po’, lo sono per carattere. Ma sto migliorando comunque. E poi sono nato a Recanati, come Leopardi, quindi un minimo di pessimismo cosmico lo devo avere per forza!

Meglio innamorarsi perdutamente di una donna di fiori che, secondo Ermelina che fa le carte a Dorigo, “porta rose, spine e dolori”, di una donna di cuori (l’amore), di una di quadri (denaro) o di una di picche che porta “bastonate e sculaccioni”? Secondo te qual è la ricetta giusta per la grande passione?
Non c’è una vera e propria ricetta, l’importante è essere innamorati. Ogni cosa folle come l’amore porta cose belle e cose meno belle.

Sei mai stato innamorato di una donna di fiori?
Sì.

Che ti ha mentito in modo spasmodico?
Sì, mi è capitato di vivere storie del genere, ma non ne ho assolutamente un buon ricordo, sono storie sfinenti che non portano da nessuna parte. E, poi d’altronde tutti gli amori, quando stanno per concludersi, inevitabilmente finiscono con una cascata di bugie…

Ti sei mai innamorato perdutamente di una donna che non ricambiava i tuoi sentimenti, per la quale, nonostante questo, hai perso la testa?
Be’ sì, quando ero molto giovane. Sono cotte devastanti che ti minano la vita… finché, poi, non capisci che sono strade impercorribili. Fino a una certa età, sono stato molto bravo a innamorarmi delle ragazze che non mi avrebbero mai corrisposto.

Dorigo è gelosissimo di Pablo. Tu sei geloso?
Moderatamente geloso. Poi ci sono alcune donne che riescono a tirare fuori più gelosia di quella che c’è…

Mauro Negri interpreta Antonio Dorigo in UN AMORE, commedia di Paolo Pietroni e Lorenzo Viganò, tratta dal romanzo di Dino Buzzati, regia di Elisabetta Vicenzi.

Mauro Negri interpreta Antonio Dorigo in UN AMORE, commedia di Paolo Pietroni e Lorenzo Viganò, tratta dal romanzo di Dino Buzzati, regia di Elisabetta Vicenzi.


Chi è Pablo per Dorigo?
Pablo, che non parla, non dice niente ma si fa sentire, è una sorta di alter ego positivo di Dorigo, è tutto ciò che lui non sarà mai e non è: è libero, fa quello che vuole e ha le donne che desidera, quando le desidera. È anche tutte le paure che  Dorigo non ha superato (e che, invece, Pablo ha superato).

Quindi, c’è un Pablo in tutti noi… Come è il tuo? Conflittuale o accondiscendente?
Guarda, sto diventando ormai anziano (ridiamo, ndr), quindi io e il mio Pablo siamo ormai quasi grandi amici. Lo prendo per quello che è, mi va bene così.

Anche tu, come Ermelina e Pablo, hai preso lezioni di tango?
No, meno male! Per me e per la buona riuscita dello spettacolo, non ho avuto a che fare con la danza.

Per quale ragione dici “meno male”? Il ballo ti è ostico?
Abbastanza. Quando mi tocca rispettare passi ben precisi, faccio sempre fatica. Anche quando devo ballare in due. Da solo, invece, mi sento più che a mio agio. C’è gente che non sa come ballare un pezzo dei Talking Heads, ma io sì, e con facilità.

Ultima domanda: anche per te, come per Dorigo, la donna è indecifrabile?
Sì, è indecifrabile. Per fortuna.


Il Tango “Caminito” contiene tutto il destino e le sofferenze del personaggio interpretato da Mauro Negri

—————————– testo e intervista di Marianna Sax, 9 giugno 2016 —————————–

 

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